ASCOLI PICENO – La Nissan ristilizza uno dei suoi prodotti di maggior successo sul mercato italiano: il Qashqai. Il veicolo giapponese si presenta con due varianti di carrozzeria: Normale e +2 (7 posti). Il nuovo Qashqai è equipaggiato con 2 motori a benzina (1600 da 114 cv e 2000 da 141 cv) e 2 motori diesel common rail DCI (1500 da 106 cv e 2000 da 150 cv), negli allestimenti Visia, Acenta, N-Tec, Tekna. Esternamente il nuovo Qashqai è stato ristilizzato nei punti fondamentali: frontale e coda. Frontalmente troviamo dei nuovi gruppi ottici più grandi a forma affusolata che uniti alla nuova mascherina sporgente rendono il muso del Qashqai più sportivo ed elegante. Posteriormente invece a cambiare sono stati i gruppi ottici, nella parte che riguardano retromarcia e indicatori di direzione. Internamente il Qashqai Restyling è costruito con molta cura, come del resto ogni altra vettura della casa giapponese. Lo spazio internamente abbonda, sia nella versione a 5 posti che in quella + 2 a 7 posti, ed è organizzato in maniera ergonomia per assicurare sempre e comunque una massima capacità interna. Molto rifinita è la plancia e in particolare la consolle centrale, con i comandi clima e radio disposti in maniera ergonomica cosi da renderne intuitivo l’uso. Elegante e ben visibile è il quadro strumenti. Ed ora il momento test drive: la Nissan Qashqai provata è stata la 1500 DCI Acenta da 24440 €. Gli stilisti e gli ingegneri della casa nipponica, nel ridisegnare la Qashqai sono intervenuti in maniera discreta aggiornando il frontale, rendendolo più accattivante, e ridefinendo la parte posteriore del veicolo giapponese. Su strada il veicolo made in Nissan si comporta in maniera ottima: molto maneggevole e facile da guidare, si parcheggia facilmente nonostante le dimensioni non siano quelle di una utilitaria. La versione provata è quella a trazione anteriore, ottima per un uso stradale e autostradale, mentre la versione 4x4 eccelle nello sterrato e nei percorsi accidentati. Il motore che equipaggia la versione provata è il 1500 DCI da 105 cv di derivazione Renault (Renault e Nissan fanno parte dello stesso gruppo), che assicura brillantezza e potenza, garantendo al contempo bassi costi di gestione. Infine i Prezzi, con le variazioni fra la versione Normale e la + 2 a 7 posti. Per la versione normale a 5 posti ecco i prezzi: si va da 18850 € della 1600 Visia ai 28750 € della 2000 4x4 Tekna (Benzina), si parte da 20350 € della 1500 DCI Visia per arrivare a 31050 € della 2000 DCI 4x4 Tekna (Diesel). Ora i prezzi della versione + 2 a 7 posti: si parte da 20950 € della 1600 Visia per arrivare a 30200 € della 2000 4x4 Tekna (Benzina), si va da 22450 € della 1500 DCI Visia fino ad arrivare a 32500 € della 2000 DCI 4x4 Tekna (Diesel).
Bruno Allevi
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GROTTAMMARE – La Peugeot presenta sul mercato italiano la sua anti Audi TT: la RCZ. Questo sportivissimo ed elegante coupè è equipaggiato con un motore 1600 Turbobenzina THP da 156 e 200 cv e da un motore Turbodiesel HDI Common Rail 2000 da 163 cv. Esteticamente la RCZ presenta una linea molto sinuosa ed elegante, con grintosissime forme sportive. Molto particolare è il frontale spiovente, che ricorda quello della 308. ma l’esaltazione stilistica di questa coupè la troviamo nella parte centrale e posteriore. Infatti davvero eleganti sono i montanti in color alluminio che incorniciano il tetto in vetro, un unicum con parabrezza anteriore e posteriore. Posteriormente troviamo una coda avveniristica: al lunotto ondulato fa da eco la bombatura della coda dove trovano alloggiamento, seguendo la forma dei passaruota, i due gruppi ottici triangolari. Internamente l’abitacolo è quello tipico di una coupè 2 posti: ampio davanti, ma molto risicato dietro (ci entrano due bambini). La costruzione è fatta con cura e i materiali usati sono molto raffinati ed eleganti. Accattivanti sono i sedili sportivi (rifiniti a mano) dalla bassa seduta e grintosa è la pedaliera traforata in alluminio. Di costruzione artigianale sono il volante, il pomello del cambio e altri particolari dell’abitacolo. Raffinata è la consolle centrale di un bel color laccato lucido,ergonomia nell’uso e con i comandi intuitivi. Sportivissimo è il quadro strumenti con i quadranti bordati alluminio. Ed ora il momento del test drive: la RCZ provata è stata la 2000 HDI 163 cv da 36280 €. La nuova coupè di casa Peugeot lancia l’attacco alla regina del segmento delle sportive eleganti e cattive: l’Audi TT. Su strada la RCZ si comporta come una sportiva purosangue, grintosa e cattiva. L’auto, nonostante l’impostazione sportiva (auto bassa, sia internamente che esternamente), è maneggevole, pronta, presenta uno sterzo leggero, facile da impugnare (è costruito a mano). Il motore che equipaggia la versione provata è il 2 Litri Turbodiesel da 163 cv, un nuovo motore nella gamma propulsori Peugeot che dota la RCZ di potenza e brio, unite a un ottimo confort e a una piacevole silenziosità interna. Infine i prezzi: si parte da 27500 € della 1600 156 cv fino ad arrivare a 30300 € della 1600 200 cv (Benzina), per il diesel abbiamo l’unico prezzo di 29900 € per la 2000 HDI 163 cv.
Bruno Allevi
COLLI DEL TRONTO – La Dacia, casa romena facente parte del Gruppo Renault, amplia la gamma Sandero, proponendo la particolare versione all terrain chiamata Stepway. La Sandero Stepway, è proposta con un motore benzina 1600 da 90 cv (disponibile anche BiFuel a GPL) e un motore diesel DCI 1500 da 70 cv. Esternamente la versione Stepway riprende in pieno la forma e il corpo vettura della Sandero berlina, differenziandosi per pochi ma significativi accorgimenti. Innanzitutto la versione similSUV è alta 2,5 cm in più da terra rispetto alla Sandero Berlina (la Stepway è alta 17.5 cm, la Sandero Berlina 15.5 cm). Inoltre presenta delle protezioni laterali sotto le porte e le fondamentali protezioni sottoscocca di un bel color argento, che danno un tocco di eleganza in più alla vettura rumena. Internamente troviamo, come su ogni vettura Dacia, un abitacolo semplice e curato, in linea con la politica low cost di qualità intrapresa da Dacia e che tanto successo sta portando a questa casa automobilistica. Abbondante lo spazio sia davanti che dietro, che nel bagagliaio. Di facile utilizzo, e resa ancora più elegante da un inserto argentato, è la consolle centrale, con tutti i comandi a portata di mano. Di derivazione Renault Clio, come molti dei componenti interni è il quadro strumenti. Ed ora il momento test drive. La Sandero Stepway provata è stata la 1500 DCI 70 cv da 12500 €. La versione offroad della Sandero, si presenta con un look accattivante e con una compattezza da cittadina, utilizzabile anche su sterrati e piccoli fuoripista (non ha la trazione integrale). Il comportamento stradale della Stepway è molto buono grazie alla facile guidabilità e un confort di marcia soddisfacente. Note positive provengono anche dal motore diesel, lo straconosciuto 1500 DCI da 70 cv, entry level engine a gasolio per molti modelli di casa Renault e Dacia, che come ormai si sa offre ottime prestazioni unendo costi di gestione veramente irrisori. Infine i prezzi: per il 1600 benzina si spendono 10150 €, per il 1600 Bifuel (Benzina+GPL) si spendono 11650 €, per il 1500 Diesel DCI si spendono 11450 €.
Bruno Allevi
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GIULIANOVA LIDO – La Opel rinnova uno dei suoi prodotti meglio riusciti: la Meriva. La nuova generazione della piccola monovolume tedesca, è equipaggiata con un 1400 benzina da 100, 120, 140 cv e con 2 motori diesel CDTI Common Rail (1300 da 75 e 95 cv, 1700 da 100 e 110 cv), negli allestimenti Elective e Cosmo. Esteticamente la nuova Meriva si presenta come una piccola e spaziosa monovolume, dall’aspetto grintoso e sportivo. Assai particolare è la conformazione dell’apertura delle porte. Infatti, come accadeva su alcune auto negli anni ’60, l’apertura delle portiere è controvento, con un angolo di 84°, che permette il massimo accesso all’interno della vettura. Frontalmente abbiamo un muso elegante e massiccio che denota un mix di robustezza e raffinatezza che contraddistingue il prodotto tedesco. In linea con il family feeling Opel sono la mascherina cromata e i gruppi ottici a forma di palpebra. Posteriormente troviamo un grande lunotto vetrato incorniciato da due grandi gruppi ottici che richiamano quelli della Astra. Accomodandosi dentro la Meriva troviamo un abitacolo costruito con cura, in cui lo spazio la fa da padrone. Le soluzioni stilisticamente ingegnose a bordo della vettura allemana non mancano. Oltre alle FlexiDoors (le porte ad apertura controvento), abbiamo il sistema FlexiSpace (sedili posteriori a scomparsa) e il portaoggetti scorrevole FlexiRail. Per quanto riguarda la consolle centrale, è in posizione inclinata per rendere più immediato possibile l’uso del clima e della radio, che sono racchiusi nella suddetta consolle. Pratico è anche il cambio, posto in posizione rialzata in fondo di consolle. Elegante, in linea con la raffinatezza dell’abitacolo, è il quadro strumenti. Ed ora il momento del test drive. La Opel Meriva guidata è stata la 1400 Turbo 120 cv Cosmo da 21370 €. La nuova generazione della vettura che ha aperto il segmento delle monovolumi di fascia medio-piccola, si presenta sul mercato italiano carica di novità sia stilistiche che funzionali, facendo tornare la Meriva ai primi posti nel proprio segmento. La vettura, che grazie alle FlexiDoors richiama le vetture degli anni ’60 e le porte ad apertura controvento, ha una linea moderna e piacevole, che richiama nel frontale e nel posteriore la sorella Astra. Su strada la Meriva si comporta in maniera molto positiva. La monovolume tedesca è molto maneggevole, è facile da parcheggiare. Lo sterzo è preciso e il cambio, in posizione rialzata, è di facile impugnatura e preciso negli innesti. Parlando del motore, la versione provata monta il 1400 TurboBenzina da 120 cv. Questo propulsore, per ora l’unico motore a benzina disponibile sulla Meriva, è potente ed elastico, silenzioso e brillante, e permette alla Meriva di viaggiare agevolmente nel traffico cittadino e di sfrecciare sui lunghi percorsi autostradali. Infine il listino prezzi: si va da 16250 € della 1400 100 cv Elective ai 20250 € della 1400 Turbo 140 cv Cosmo (Benzina), si va da 17750 € della 1300 CDTI 75 cv Elective ai 22750 € della 1700 CDTI 100 cv Cosmo Automatica (Diesel).
Bruno Allevi
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un nome legato a doppio filo all’amore e al mondo delle auto torna sulla breccia. Questo nome è Giulietta. Ma in questo caso non ci occuperemo della Storia d’amore di Shakespiriana memoria fra Romeo e Giulietta, ma dell’Alfa Giulietta, l’erede della 147. La nuova media della casa di Arese è disponibile con 2 motori a benzina (1400 da 120 e 170 cv, 1750 da 235 cv) e 2 Turbodiesel Multijet (1600 da 105 cv e 2000 da 170 cv), negli allestimenti Progression, Distinctive, Quadrifoglio Verde. Esteticamente la Giulietta è un Alfa Romeo con la A Maiuscola. Il corpo vettura è marcatamente sportivo, non disdegnando rotondità sinuose e linee eleganti, in pieno DNA Alfa. Frontalmente i fari a goccia e il grande scudo centrale (memoria dei tempi che furono) danno grinta ed eleganza all’anteriore. Posteriormente la grinta e la dinamicità è resa meno ruvida dal tondeggiare delle forme della coda. Molto originali sono sicuramente i gruppi ottici a forma di “chiazza pittorica”. Internamente la sportività è dovunque. L’abitacolo è molto curato e rifinito con gusto ed eleganza. Le sedute sono basse e profilate, il cambio è corto ed ha il pomello in alluminio. La plancia è scenografica e molto particolare (gradevole alla vista e di disegno sportivo). La consolle centrale presenta in posizione rialzata lo schermo del navigatore (navigatore a scomparsa). Sotto al navigatore abbiamo le bocchette di aerazione di una curiosa forma affusolata. Sotto le bocchette abbiamo i comandi radio e 5 curiose levette a bilanciere. Sotto queste levette in fondo di consolle troviamo il clima. Sul tunnel centrale, accanto al cambio in alluminio troviamo la levetta del DNA che consente di impostare la guida su tre diversi livelli (Dynamic, Normal, Allweather). In linea con la sportività interna è il quadro strumenti, leggibilissimo e completo di tutte le informazioni utili da tenere sotto mano durante la guida. Ed ora il momento del test drive. L’Alfa Giulietta provata è stata la 2000 JTD-M 170 cv Distnctive da 33540 €. La sostituta della 147 riprende il nome di una storia vettura della casa del biscione, che tanto successo ebbe fra gli anni ’50 e gli anni ’80. La nuova media reincarna quel DNA sportivo che la vecchia Giulietta e i modelli Alfa in generale hanno sempre avuto. Su strada il comportamento è ottimo. La vettura milanese si lascia guidare facilmente, assicurando un ottimo confort ai passeggeri. Ma se si pigia sul pedale dell’acceleratore, il DNA sportivo e brillante della Giulietta si rivela e ci troviamo di fronte a una sportiva di razza, con una accelerazione bruciante e prestazioni di alto livello. Questo è dovuto al nuovo propulsore 2000 Turbodiesel da 170 cv, neonato motore della nuova generazione di Multijet del gruppo Fiat, che, come precedentemente detto, assicura sportività e brio alla Giulietta. Infine i prezzi: si va da 20300 € della 1400 120 cv Progression ai 29000 € della 1750 TBI Quadrifoglio Verde (Benzina), si va da 22300 € della 1600 JTD-M Progression ai 27400 € della 2000 JTD-M Distinctive (Diesel).
Bruno Allevi
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TORTORETO LIDO – Nel corso del rinnovamento generazionale che sta interessando tutta la gamma Volkswagen, a essere interessato da questo rinnovamento è in questo caso il SUV Touareg. Il Premium SUV della casa tedesca è equipaggiato con un motore ibrido (Benzina+Elettrico) 3000 da 333 cv e con due motori diesel TDI (3000 da 240 cv e 4200 da 340 cv). Esteticamente del vecchio modello è rimasto solo il nome. Telaio e carrozzeria sono completamenti nuovi. La Touareg 2° Generazione ha acquistato 4 cm in lunghezza e 1 in larghezza, perdendone uno in altezza. Le linee del nuovo SUV tedesco sono sempre muscolose come la precedente serie, ma ingentilite e rese meno “impegnative” da forme sportive e sinuose che caratterizzano il corpo vettura del Touareg. Elegante e dinamica è la parte frontale dei veicolo Volkswagen, frontale caratterizzato dalla fascia curveggiante che racchiude i gruppi ottici a Led-Xeno e la mascherina cromata. La parte posteriore è muscolosa e imponente con note sportive, sottolineate dai terminali di scarico trapezoidali. Salendo a bordo del fuoristrada di casa Volkswagen, ci troviamo dinanzi un abitacolo dal lusso quasi sfrenato. L’insieme dei materiali usati per costruire l’interno del Touareg è di assoluto pregio, e sia l’assemblaggio che l’accostamento degli stessi materiali è fatto con criterio e rigore. A bordo del Touareg lo spazio abbonda ed è molto sfruttabile, come è abbondante l’insieme dei ritrovati tecnologici presenti in consolle e nel tunnel centrale (consolle e tunnel linrari nella loro raffinata eleganza). Grande e ben visibile, dietro il volante sportivo, è il quadro strumenti, con i quadranti bordati da un elegante cromatura. Ed ora il momento test drive. La Touareg guidata è stata la 3000 TDI BlueMotion da 63540 €. La seconda generazione della Touareg migliora ancor di più lo stile e la magnificenza che la prima Touareg, fra le regine del segmento dei SUV Premium, aveva nel proprio DNA. La Seconda Serie infatti presenta una linea ancora più marcatamente sportiva, senza tralasciare muscolosità ed eleganza. Il comportamento stradale è impeccabile: silenziosissima, si lascia guidare in maniera molto tranquilla nonostante il peso e la mole possano far pensare tutt’altro. Il confort di bordo è ai massimi livelli, come è massima l’ecologia: infatti i consumi e le emissioni grazie alla tecnologia BlueMotion sono stati letteralmente abbattuti rispetto alla prima serie. Se la cava bene anche nell’offroad grazie all’atezza da terra e alla prontezza del motore 3000 TDI da ben 240 cv che equipaggia questa versione e che si è dimostrato brillante e potente, senza fari sentire troppo. Infine i prezzi: 73400 € per la 3000 Ibrida (Benzina+Elettrico) mentre per i diesel la versione 3000 TDI costa 50000 € e la versione 4200 TDI costa 69700 €.
Bruno Allevi
COLLI DEL TRONTO – Nel 1990 la Renault sostituì dopo una onoratissima carriera la 5 con un'altra auto che sarebbe entrata da subito nel cuore degli automobilisti e avrebbe avuto un enorme successo di pubblico: la Clio. La piccola francese quest’anno compie 20 anni e si regala un restyling stilistico e una versione limitata chiamata 20° Anniversario. L’utilitaria della casa della Regiè è disponibile nelle varianti berlina e Sportour (Station Wagon), è equipaggiata con 2 motori a benzina (1200 da 75 e 100 cv, 2000 da 203 cv), con un motore Bifuel (Benzina+GPL) 1200 da 75 cv e con un motore diesel common rail DCI 1500 da 68, 85 o 105 cv, negli allestimenti Confort, Dynamique, 20° Anniversario, Luxe, RS, RS 20° Anniversario, RS Light. Esteticamente rispetto alla versione nata nel 2006 gli interventi sono stati pochi e mirati per rinfrescare e ringiovanire la francesina sbarazzina. A essere stato ridisegnato è stato il frontale, ora più assomigliante a quello della sorella maggiore Megane. Sportivo il cofano spiovente e avvolgente il paraurti, eleganti i gruppi ottici e raffinata la barra satinata longitudinale a chiusura della mascherina inferiore sottotarga. Posteriormente sono stati resi più bombati i paraurti ed è stato ridisegnato il gruppo ottico (diverso il design della plastica relativo a retromarcia e indicatori di direzione). Salendo a bordo della Clio abbiamo un abitacolo spazioso e ben razionalizzato, di ottima fattura costruttiva in linea con gli standard qualitativi da sempre vanto della casa francese. Elegante è la plancia e completa è la consolle dove troviamo il navigatore satellitare a scomparsa in posizione centro-rialzata. Immediatamente sotto il sistema cartografico abbiamo i comandi della climatizzazione e in conclusione di consolle abbiamo la radio. Come sempre completo e di immediato utilizzo è il quadro strumenti. Ed ora il momento test drive. La Renault Clio guidata è stata la 1500 DCI 85 cv 20° Anniversario da 16900 €. Il 2010 è l’anno del 20° compleanno della piccola francesina, che chiamata nel 1990 a sostituire “La” vettura Renault più famosa (la Renault 5), non l’ha fatta per nulla rimpiangere. Anzi, ha ottenuto un successo leggendario, con milioni di possessori sparsi in tutta Europa. La versione provata, che celebra questo anniversario, è una limited edition fatta apposta per festeggiare questo importante traguardo. Su strada la Clio si comporta in maniera molto positiva: come tutte le utilitarie è molto pratica e maneggevole, sempre pronta nei cambi di direzione e molto comoda e spaziosa. Il motore provato, il 1500 DCI da 85 cv, garantisce quel pepe e quel brio che permettono alla francesina di trasformarsi da tranquilla cittadina a “stradista impegnata” per affrontare anche lunghi viaggi autostradali in tutta tranquillità. Infine i prezzi con i distinguo fra Berlina e Sportour (Station Wagon). Iniziamo con la Berlina: si va da 12251 € della 1200 Confort 75 cv ai 25751 € della 2000 RS 20° Anniversario (Benzina), si va da 13751 € della 1200 Confort ai 15401 € della 1200 20° Anniversario (Bifuel Benzina+GPL), si va da 13751 € della 1500 DCI Confort 68 cv ai 18401 € della 1500 DCI Luxe 105 cv (Diesel). Ora la versione Sportour (Station Wagon): si va da 13551 € della 1200 Confort 75 cv ai 16801 € della 1200 Luxe 100 cv (Benzina), si va da 15051 € della 1500 DCI 68 cv Confort ai 19051 € della 1500 DCI 105 cv Luxe (Diesel).
Bruno Allevi
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COLLI DEL TRONTO – La Dacia, casa romena appartenente al marchio Renault, propone sul mercato italiano il suo primo SUV: il Duster. Il veicolo franco-romeno è disponibile a trazione anteriore (4x2) o trazione integrale (4x4), è equipaggiato con un 1600 benzina da 110 cv o da un 1500 diesel DCI Common Rail da 110 cv, negli allestimenti Base, Ambiance, Laureate. Esteticamente il Duster ha un aspetto molto solido e robusto in linea con gli altri prodotti della casa romena che hanno nella robustezza e solidità una dote indiscussa. La linea da tipico SUV (altezza da terra di circa 21 cm) è resa piacevole da alcune note stilistiche eleganti. Note che sono sicuramente nelle cromature della parte superiore della mascherina frontale (gradevoli i grandi gruppi ottici a forma scudata) e nel posteriore, dove l’enorme portellone è ben incorniciato da gruppi ottici verticali di forma rettangolare. Accomodandosi a bordo del Duster troviamo un abitacolo ben rifinito, i materiali sono di buona qualità e sono ben assemblati. La plancia e la consolle sono essenziali, lineari ma con tutto ciò che serve (comandi clima e radio). Visibile e rifinito è il quadro strumenti ripreso dai modelli Renault (Dacia è una casa satellite della Regie). Ora il momento del test drive. Il Dacia Duster provato è stato il 1600 4x2 Laureate da 15350 €. Il primo SUV della casa romena nell’orbita Renault è un veicolo che non ha rivali. Infatti a un prezzo cosi basso, con una ottima dotazione di serie (la Laureate è il top di gamma), questo veicolo è il meglio che esista sul mercato. E anche su strada di doti ne ha molte: ha un ottimo confort di marcia, il motore 1600 da 110 cv è onesto e brillante, grazie all’insonorizzazione interna il veicolo è silenzioso, ha un bagagliaio enorme e tanto spazio a bordo. Ovviamente la versione provata che ha solo la trazione anteriore (esiste anche la versione a trazione integrale 4x4) se la cava bene sia sull’asfalto che nello sterrato poco impegnativo o nel fango, mentre per superare asperità più consistenti è meglio spostarsi sulle versioni a trazione integrale. Infine i prezzi: si va da 11900 € della 1600 4x2 Base ai 15900 € della 1600 Laureate 4x4 (Benzina), si va da 14700 € della 1500 DCI 4x2 Ambiance fino ad arrivare a 17900 € della 1500 DCI 4x4 Laureate (Diesel).
Bruno Allevi
TORTORETO LIDO – Il capostipite del segmento automobilistico dei SUV si rinnova, con un restyling stilistico, rinfrescante e rinvigorente. Questo veicolo è il Rav4, che, nel lontano 1994, diede il via alla categoria più di successo nel mercato italiano e non solo: i SUV. Il veicolo Toyota è equipaggiato con un motore a benzina (2000 da 158 cv) e con un motore turbodiesel 2200 common rail D-4D da 150 e 177 cv, negli allestimenti Base, Exclusive, Executive, nelle varianti di carrozzeria SUV e Crossover. Dopo 4 anni (la versione attuale è stata lanciata nel 2006), il Rav4 si concede un corposo restyling stilistico, per aggiornare la linea e renderla ancora più accattivante e al passo con i tempi. Ferma restando l’immutatezza dell’elegante e sportivo corpo vettura, a essere stato oggetto di lifting sono stati, come in ogni restyling che si rispetti, il frontale e la coda. Infatti il nuovo frontale presenta un disegno che rende il Rav4 ancora più elegante mix fra fuoristrada e berlina di alto livello. D’impatto scenico e di sobria eleganza è la nuova mascherina grigliata cromata, molto belli sono anche i nuovi gruppi ottici a forma di rettangolo leggermente affusolato. Anche dietro gli interventi, leggeri, vi sono stati. Infatti a cambiare anche qui è stato il design dei gruppi ottici, mentre tutto il resto (il portellone vetrato ampio e luminoso, i paraurti) sono rimasti identici alla versione pre-restyling. Internamente l’abitacolo è curatissimo, con materiali di pregio e assemblaggio a regola d’arte. Abbondante lo spazio a disposizione dei passeggeri, sia anteriori che posteriori, e molto comodi e sono i sedili (ben fatti e di qualità). Elegante è anche la consolle centrale con al centro lo schermo del navigatore che funge anche da schermo per il sistema di intrattenimento. Subito sotto lo schermo troviamo un chiaro e intuitivo sistema di climatizzazione. In linea con lo spirito elegante e raffinato che si respira a bordo del nuovo Rav4 è il quadro strumenti (i quadranti a intersezioni di un color satinato, molto gradevole da guardare). Ed ora il momento del test drive. Il Toyota Rav4 guidato è stato il 2200 D-4D 150 cv Crossover Executive Cambio Automatico da 35900 €. La versione restyling del SUV Toyota, rende questo modello, capostipite del segmento SUV, ancora più appetibile e re del mercato che lui stesso inaugurò 16 anni fa. Su strada il Rav4 si comporta in maniera eccelsa: tenuta di strada ottima, silenziosità ai massimi livelli, confort e praticità di guida da ammiraglia. La versione provata, la Crossover, ha di diverso rispetto la versione SUV l’assenza della ruota di scorta esterna sul portellone. Ciò significa una maggior praticità e visibilità in manovra. Inoltre, l’inserimento della trazione integrale solo in caso di necessità, rende il Rav4 un veicolo da usare sempre e comunque, senza preoccuparsi minimamente delle asperità del terreno che si andrà ad affrontare. Infine il listino prezzi con il distinguo fra versione SUV e Crossover. Partiamo con la versione SUV (Ruota Esterna): si va da 24750 € del 2000 Base ai 29750 € del 2000 Multidrive Exclusive (Benzina), si va da 26950 € della 2200 D-4D 150 cv Base ai 33000 € del 2200 D-4D 177 cv Exclusive (Diesel). Ora la versione Crossover (senza Ruota Esterna): si va da 28000 € della 2000 Exclusive fino a 29750 € della 2000 Multidrive Exclusive (Benzina), si va da 30250 € della 2200 D-4D 150 cv Exclusive fino ad arrivare a 33150 € della 2200 D-4D 177 cv Executive (Diesel).
Bruno Allevi
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GROTTAMMARE – La Honda continua con il presentare sul mercato italiano vetture ibride dall’alto contenuto tecnologico ed ecologico. Dopo la Civic Hybrid e la Insight, ecco arrivare la CR-Z, la prima coupè ibrida della casa giapponese. La CR-Z è equipaggiata con un motore a benzina (1500 di cilindrata) e uno elettrico che sviluppano totalmente 124 cv di potenza, negli allestimenti S, Sport, GT, GT Plus, GT Plus I-Pilot. Esteticamente la CR-Z è una coupè dalla linea decisamente sportiva e grintosa. Il corpo vettura è compatto e presenta forme decisamente anticonformiste, molto particolari. Frontalmente abbiamo un muso molto basso e un cofano spiovente con un frontale lineare e pulito (grandi ed eleganti i gruppi ottici). Mas è nel posteriore che la CR-Z da il meglio di se in fatto di grinta sportiva e di ecletticità nelle forme. Infatti abbiamo il tetto che degrada dolcemente verso la coda e una coda tronca, dove l’elemento più caratteristico è dato dalla traversa del portellone che spezza in due la coda, creando un curioso spolier basso, che da grinta al posteriore. D’effetto anche i gruppi ottici di forma triangolare che seguono il dinamico gioco delle linee posteriori. Salendo a bordo della CR-Z ci si trova di fronte a una coupè pura. Infatti lo spazio, come in ogni Coupè 2 posti che si rispecchi è abbondante per i passeggeri anteriori e inesistente, o quasi, per quelli posteriori. Tralasciando l’inesistenza delle sedute posteriori, concentriamoci sulla parte anteriore dell’abitacolo. Abitacolo che è costruito con cura, ben assemblato, e con toni decisamente sportivi. Infatti abbiamo una seduta bassa e sedili avvolgenti, con volante piccolo e verticale, leva del cambio anch’essa di piccole dimensioni e in alluminio. Avvenieristica è la consolle centrale con il grande schermo del navigatore in posizione rialzata, accanto ai comandi clima racchiusi in un piccolo e pratico scudo affianco al volante. Ma il meglio della CR-Z, secondo me, è nel quadro strumenti. Qui abbiamo una strumentazione digitale piena di dati e spie colorate con il contagiri che cambia colore a seconda della tipologia di guida che si sta attuando: Normal (Blu), Sport (Rosso), Econ (Verde). Ed ora il momento del test drive. La CR-Z guidata è stata la 1500 GT Plus I-Pilot da 28750 €. La CR-Z va ad arricchire la gamma Ibrida della casa giapponese, proponendosi come una sportiva coupè con un occhio alla grinta e un occhio all’ecologia. Su strada la CR-Z ha i canoni di sportiva purosangue (motore brillante, abitacolo sportivo, piacevolezza di guida), ma con la dote in più di avere in abbinata al motore termico il motore elettrico (sistema IMA derivato dalla Insight), che permette un forte abbattimento dei consumi (la casa dichiara 20 km con un litro di benzina). Infine i prezzi: si va da 21800 € della 1500 S ai 28100 € della 1500 GT Plus I-Pilot (Benzina).
Bruno Allevi