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E' impensabile concepire l'umanità senza produzione, da cui deriva lo sviluppo intellettuale, culturale e il benessere collettivo dell'uomo. Qualsiasi produzione o azione dell'uomo genera inquinamento. E' quindi utopistico pensare a un mondo senza industrie o inquinamento. La produzione dell'inquinamento può comunque essere compensata da altre azioni dell'uomo finalizzate a contenerlo.
Es. produrre un giornale ha un impatto ambientale sulla forestazione della terra, se per ogni pagina fosse ripiantato un nuovo albero riusciremmo a compensare l'impatto ambientale e riportarlo in pareggio, il cd "impatto zero".
Uno dei principali problemi ambientali della nostra generazione è il cd "effetto serra". L'emissione di alcuni gas nell'atmosfera innesca un processo di surriscaldamento della terra. La comunità scientifica ha identificato le emissioni di anidride carbonica tra le principali cause dell'effetto serra .
L'anidride carbonica ha accompagnato l'ambiente e l'uomo per milioni di anni, noi stessi la produciamo in parte con il nostro respiro. La perfezione della natura ha sempre consentito di eliminarla riassorbendola tramite le piante.
L'azione dell'uomo negli ultimi secoli ha:
1) Distrutto quasi completamente le foreste. In questo modo ha minato la naturale funzione delle piante come "polmoni" della terra.
2) Aumentato artificialmente l'emissione di anidride carbonica. Lo sviluppo economico e industriale negli ultimi due secoli ha raggiunto da tempo una dimensione tale da valicare i limiti posti dalla natura, mettendo in serio pericolo gli equilibri dell'ecosistema da cui dipende la nostra stessa vita e salute.
L'anidride carbonica è la principale causa dell'effetto serra, siamo quindi noi stessi a produrla inconsapevolmente nei nostri tragitti in automobile per arrivare in ufficio, con il consumismo esasperato e con l'uso irrazionale dell'energia elettrica.
La formula dell'impatto zero. In uno studio viene proposta una formula in grado di trasformare qualsiasi azione umana in termini di emissioni di anidride carbonica. Una volta determinato l'impatto di una azione umana in termini di anidride carbonica, lo studio permette di calcolare quanti nuovi alberi siano necessari per compensarla. Non si tratta di un esercizio di stile o di una teoria utopistica, oggi realtà internazionali come LifeGate la stanno mettendo in pratica con evidenti risultati positivi. Lifegate non si limita alla teoria ma gli alberi li pianta davvero, in Italia nel Parco del Ticino ed in Costa Rica nella riserva Karen Mogensen.
L'obiettivo della cultura dell'impatto zero consente:
1) Creare nuovi boschi e fermare la deforestazione della terra
2) Incentivare i comportamenti di consumo "consapevoli". Se tutti fossero in grado di associare i propri comportamenti individuali in termini di emissioni di anidride carbonica, e quindi "quanti alberi sono necessari per riassorbirla", molto probabilmente farebbero più attenzione alle proprie azioni ed ai propri consumi.
Facciamo un esempio. Ogni metro quadro di foresta contribuisce ad assorbire circa 0,7 kg di CO2 l'anno. Così, ad esempio, ogni 10.000 chilometri percorsi dalla tua automobile (utilitaria inferiore a 1.6 cc) sono emessi nell'atmosfera circa 700 kg di CO2. Pochi passaggi matematici per calcolare i m2 di foresta necessari per riassorbire le emissioni di CO2. Nel nostro esempio per riassorbire 700 kg di CO2 sono necessari 903 mq di foresta (tratto da www.impattozero.it).
Altri esempi:
a) un viaggio di 1200 Km in aereo genera 180 kg di CO2, in auto 108 kg, in treno 54 kg.
b) percorrere 10 km per fare la spesa equivale ogni anno a 94 kg di CO2 nel caso dell'automobile, 35 kg nel caso dei trasporti pubblici, 23 kg nel caso della metropolitana. Andare a piedi o in bicicletta non implica alcuna emissione di CO2 (salvo ovviamente il respiro).
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