Ecosostenibilità

 Padovacom partecipa al progetto impatto zero

 
 Introduzione

 

Una famosa legge della termodinamica afferma "tutto si crea e nulla si distrugge" e con una semplicità inaudita descrive tutti i nostri problemi ambientali. Qualsiasi azione dell'uomo comporta una trasformazione della materia e quindi dell'ambiente in cui viviamo, dall'ambiente dipende infine la nostra stessa esistenza. E' quindi importante capire bene i limiti da non oltrepassare per il nostro stesso bene.

La terra va in effetti considerata come un contenitore chiuso, aumentando la presenza delle sostanze inquinanti non faremo altro che "avvelenare" l'aria che respiriamo e l'acqua che beviamo. La terra continuerà comunque ad esistere, da milioni di anni l'ambiente si adatta continuamente agli shock di ogni tipo. Gli organismi viventi, come l'uomo, tendono invece ad adattarsi con lentezza ai bruschi mutamenti dell'ambienti.

Pensiamo al mondo dei dinosauri, stiamo parlando della nostra stessa terra di qualche milione di anni fa. Dopo essersi evoluti per centinaia di milioni di anni, i dinosauri sono misteriosamente scomparsi al seguito di un mutamento ambientale radicale (in quel caso fu probabilmente un meteorite a causare gli sconvolgimenti climatici).

Anche oggi la terra è esposta ai meteoriti ma soprattutto è soggetta all'operato di noi uomini. L'uomo è in grado di trasformare l'ambiente in cui vive senza conoscere perfettamente i limiti e mettendo a rischio la sua stessa esistenza.

 La formula dell'impatto zero ?

E' impensabile concepire l'umanità senza produzione, da cui deriva lo sviluppo intellettuale, culturale e il benessere collettivo dell'uomo. Qualsiasi produzione o azione dell'uomo genera inquinamento. E' quindi utopistico pensare a un mondo senza industrie o inquinamento. La produzione dell'inquinamento può comunque essere compensata da altre azioni dell'uomo finalizzate a contenerlo.

Es. produrre un giornale ha un impatto ambientale sulla forestazione della terra, se per ogni pagina fosse ripiantato un nuovo albero riusciremmo a compensare l'impatto ambientale e riportarlo in pareggio, il cd "impatto zero".

Uno dei principali problemi ambientali della nostra generazione è il cd "effetto serra". L'emissione di alcuni gas nell'atmosfera innesca un processo di surriscaldamento della terra. La comunità scientifica ha identificato le emissioni di anidride carbonica tra le principali cause dell'effetto serra .

L'anidride carbonica ha accompagnato l'ambiente e l'uomo per milioni di anni, noi stessi la produciamo in parte con il nostro respiro. La perfezione della natura ha sempre consentito di eliminarla riassorbendola tramite le piante.

L'azione dell'uomo negli ultimi secoli ha:

1) Distrutto quasi completamente le foreste. In questo modo ha minato la naturale funzione delle piante come "polmoni" della terra.

2) Aumentato artificialmente l'emissione di anidride carbonica. Lo sviluppo economico e industriale negli ultimi due secoli ha raggiunto da tempo una dimensione tale da valicare i limiti posti dalla natura, mettendo in serio pericolo gli equilibri dell'ecosistema da cui dipende la nostra stessa vita e salute.

L'anidride carbonica è la principale causa dell'effetto serra, siamo quindi noi stessi a produrla inconsapevolmente nei nostri tragitti in automobile per arrivare in ufficio, con il consumismo esasperato e con l'uso irrazionale dell'energia elettrica.

La formula dell'impatto zero. In uno studio viene proposta una formula in grado di trasformare qualsiasi azione umana in termini di emissioni di anidride carbonica. Una volta determinato l'impatto di una azione umana in termini di anidride carbonica, lo studio permette di calcolare quanti nuovi alberi siano necessari per compensarla. Non si tratta di un esercizio di stile o di una teoria utopistica, oggi realtà internazionali come LifeGate la stanno mettendo in pratica con evidenti risultati positivi. Lifegate non si limita alla teoria ma gli alberi li pianta davvero, in Italia nel Parco del Ticino ed in Costa Rica nella riserva Karen Mogensen.

L'obiettivo della cultura dell'impatto zero consente:

1) Creare nuovi boschi e fermare la deforestazione della terra

2) Incentivare i comportamenti di consumo "consapevoli". Se tutti fossero in grado di associare i propri comportamenti individuali in termini di emissioni di anidride carbonica, e quindi "quanti alberi sono necessari per riassorbirla", molto probabilmente farebbero più attenzione alle proprie azioni ed ai propri consumi.

Facciamo un esempio. Ogni metro quadro di foresta contribuisce ad assorbire circa 0,7 kg di CO2 l'anno. Così, ad esempio, ogni 10.000 chilometri percorsi dalla tua automobile (utilitaria inferiore a 1.6 cc) sono emessi nell'atmosfera circa 700 kg di CO2. Pochi passaggi matematici per calcolare i m2 di foresta necessari per riassorbire le emissioni di CO2. Nel nostro esempio per riassorbire 700 kg di CO2 sono necessari 903 mq di foresta (tratto da www.impattozero.it).

Altri esempi:

a) un viaggio di 1200 Km in aereo genera 180 kg di CO2, in auto 108 kg, in treno 54 kg.

b) percorrere 10 km per fare la spesa equivale ogni anno a 94 kg di CO2 nel caso dell'automobile, 35 kg nel caso dei trasporti pubblici, 23 kg nel caso della metropolitana. Andare a piedi o in bicicletta non implica alcuna emissione di CO2 (salvo ovviamente il respiro).

 Ecomarketing

La sensibilità verso i problemi ambientali non è più solo relegata agli attivisti ambientalisti,Pesa risparmio è oggi un problema di salute e di benessere per tutti. Tutti subiamo l'inquinamento del traffico nel recarci al lavoro, la nostra stessa salute viene messa a rischio. E' razionale un interessamento crescente da parte di tutti ai problemi ambientali.

Come può un uomo cambiare il mondo? Modificando le proprie scelte individuali. Ogni persona è un consumatore. Sono i consumatori a formare il mercato e a determinare il profitto di questa o quella azienda. E' diretto interesse degli imprenditori soddisfare non solo i consumi ma anche i bisogni dei consumatori.

Nasce l'ecomarketing. Le aziende che contribuiscono alla riforestazione del territorio realizzano un'operazione pubblicitaria di eco-marketing conquistando ampie fasce di consumatori ecosensibili che associeranno l'azienda (e i suoi prodotti) al suo impegno ambientale. In questi casi il prezzo del prodotto perde importanza rispetto agli altri fattori che determinano la scelta di acquisto da parte del consumatore. A parità di caratteristiche fisiche e qualitative il prodotto ecosostenibile si differenzia pertanto da quelli concorrenti e dalla differenziazione nasce il profitto d'impresa. Pesa risparmio2

Se un uomo da solo non può cambiare il mondo, milioni di consumatori consapevoli possono farlo, nel pieno rispetto delle leggi del mercato e delle logiche di profitto. Ai consumatori l'ardua sentenza 

 Prezzo e costo sociale

 Con la teoria dell'impatto zero si comprende come qualsiasi nostra azione produca anidride carbonica. Le foreste e i boschi svolgono un ruolo fondamentale poiché riassorbono l'anidride carbonica. Purtroppo le emissioni di CO2 prodotte dall'attività umana hanno oltrepassato la capacità delle foreste di riassorbirle, un problema a cui si aggiunge la continua opera di distruzione dei boschi da parte dell'uomo che peggiora ulteriormente la gravità del problema.

La deforestazione è causata non solo da logiche di profitto privato ma anche dalla povertà di gran parte della popolazione mondiale. Spinti dalle condizioni di povertà della propria famiglia gli agricoltori sudamericani distruggono ogni anno ampie porzioni della foresta amazzonica per metterle a coltura. Come convincerli a non farlo? Il divario economico tra nord e sud del mondo autorizza moralmente chi sta peggio a ripercorrere quanto già fatto dai paesi occidentali. Il problema è quindi serio e va affrontato soprattutto in occidente cercando di far pagare ai produttori delle sostanze inquinanti quel costo che ingiustamente è scaricato sulla società. Iniziando noi stessi a dare il buon esempio. Cercando di contribuire economicamente alle scelte sostenibili dei paesi poveri, ad esempio dando un'alternativa di reddito alle famiglie povere evitando la deforestazione.

Soltanto riducendo la povertà nel mondo potremo combattere l'inquinamento globale. In caso contrario perderemo tutti la nostra partita con la storia.

 
 Il ciclo di vita del prodotto (Life Cycle Assestment) è un concetto ampio da tenere in considerazione per valutare correttamente l'impatto ambientale della produzione. In quest'ottica, un prodotto è analizzato in ogni fase di produzione, e non soltanto in quella del consumo, per calcolare complessivamente l'impatto ambientale.

1) estrazione materie prime (m.p.)
2) trasporto m.p.
3) trattamento delle m.p. in semilavorati (s.l.)
4) trasporto s.l.
5) fabbricazione del prodotto
6) trasporto del prodotto
7) distribuzione del prodotto
8) uso e consumo del prodotto
9) eventuale riciclaggio e riutilizzo

Lo scopo di questo studio è evidente. Incentivare la fabbricazione di manufatti e prodotti che richiedano minori risorse naturali, minore trasporto e maggiore possibilità di riciclaggio, per favorire un buon rapporto con l'ambiente e la salute delle persone.

Per avviare un corretto riciclaggio dei prodotti è fondamentale che le considerazioni di riutilizzo siano considerate fin nelle fasi di fabbricazione e di progettazione. Un principio razionale ancora inapplicato nella società moderna.

Tratto da www.ecoage.com